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Come avviare un centro benessere

Oggi sentiamo tutti il desiderio di essere sempre in forma, belli, abbronzati e desiderati. Questo perché, chi si piace, piace anche agli altri. Solo così può essere spiegato il boom che si sta registrando in questi ultimi anni. Centri estetici, palestre e, in generale, tutti gli istituti per la cura del viso e del corpo sono frequentati non più solo da donne ma anche da uomini, di tutte le età, di ogni genere e ceto sociale. Aprire oggi un centro estetico rappresenta, quindi, un’idea di business di sicuro successo.

Esistono, infatti, vari motivi che rendono tale attività un business da valutare con molta attenzione. Tra i principali ci sono, senza dubbio, gli interessanti margini di guadagno, si parla di, circa, il 40-50% del fatturato conseguiti già solo dopo pochi mesi di attività.

Il mercato dell’estetica, della salute e della bellezza è attualmente in espansione con un numero crescente di persone che si recano in modo abitudinario nei centri estetici. Non si tratta, quindi, di una moda passeggera, l’attività è ormai consolidata da parecchi anni e non rappresenta più solo una moda, il mercato è già stato, ampiamente, testato ed il rischio d’impresa è quindi molto più limitato.

Bisogna, tuttavia, garantire al cliente, sempre più esigente ed esperto, servizi di alta qualità, effettuati con attrezzature all’avanguardia rinnovati ed utilizzati da parte di personale professionalmente qualificato. Cortesia e simpatia del personale si rivelano, poi, essenziali per la fidelizzazione del cliente.

L'attività di estetista, soggetta ad autorizzazione amministrativa, è disciplinata dalla Legge n. 1 del 1990 ed è considerata come un’attività imprenditoriale e non come mera professione intellettuale autonoma. Per tale motivo deve essere svolta in locali destinati ad attività produttiva. I quali devono avere un’altezza minima di 3 metri (che possono, tuttavia essere derogati fino a 2,70 m.) e localizzati a piano terra o in seminterrati (o totalmente interrati, ma sempre in deroga).

Per ciò che attiene, invece, agli appartamenti, il discorso si complica, in quanto, non tutti i Comuni rilasciano l’autorizzazione per l’apertura di un centro estetico in un ambiente di questo tipo, pertanto è essenziale, verificare di volta in volta, le norme a livello comunale.

Dopo aver accertato la possibilità di utilizzo dei locali scelti, per aprire il proprio centro benessere, è necessario, in un momento precedente all’inizio dei lavori, presentare, presso l’ufficio commercio del proprio municipio, la DIA, Dichiarazione d’Inizio Attività vidimata da un tecnico abilitato


- Documentazione -

Il DPR n° 380/2001 prevede che la DIA (Denuncia Inizio Attività) debba essere corredata da:

  • Storico Urbanistico (Licenza edilizia o concessione o abitabilità, eventuale condono)
  • Planimetrie catastali
  • Atto di proprietà (Donazioni-Rogiti)
  • DURC (regolare contribuzione dell’impresa)
  • Consenso del proprietario (Aggiornamento catastale).

Appena terminati i lavori, occorre ottenere il Nulla Osta Tecnico Sanitario. Questi gli elementi richiesti:

  • Pagamento diritti istruttoria
  • Allaccio in fogna o bolletta acqua
  • Abitabilità
  • Elenco Attrezzature e delle attività svolte
  • Disegni tecnici del locale, firmati da un professionista
  • Conformità degli impianti realizzati
  • Certificazioni Macchinari Utilizzati (CEI, IMQ ecc.).


Il decreto Bersani ha abolito la norma che prevedeva la distanza minima tra un centro estetico ed un altro.