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Il duomo di Orvieto

Arte e cultura - Umbria

Il 13 Novembre 1290, Papa Nicolò IV pose solennemente la prima pietra della nuova chiesa, i cui lavori durarono all’incirca tre secoli.

duomo orvietoIl primo architetto fu probabilmente Arnolfo di Cambio ma sembra che il primo costruttore sia stato Fra Bevignate da Perugia il quale realizzò le tre navate.

La facciata è composta da quattro torri poligonali, due ai lati più basse e più lunghe e due al centro più alte. Esse dividono la superficie nelle tre corrispondenti navate interne.

L’interno, semplice ed austero al tempo stesso in un gioco prospettico di linee e di luci, raccoglie insieme gli elementi più preziosi dell’arte lombarda. Al visitatore che s’inoltra nel grande «spazio» si confonde immediatamente l’occhio: le grandi colonne, sembrano sovrapporsi dando l’impressione che il vuoto interno sia effettivamente diviso.

Le colonne sono arricchite da eleganti e ricchi capitelli tutti diversificati fra loro: eloquente dimostrazione delle innumerevoli correnti figurative presenti nel cantiere orvietano. La copertura della chiesa fu completamente rifatta tra il 1881 e il 1890 dagli orvietani Paolo Zampi e Paolo Cocchieri. Sulle pareti laterali si aprono dieci cappelle al centro delle quali si trovano finestre strette a grandi sguanci chiuse da lastre d’alabastro.

In corrispondenza dell’ingresso laterale si trova il fonte battesimale accanto al quale, sulla parete di sinistra, è ancora ben visibile una madonna col bambino, affresco di Gentile da Fabriano (1425).

Gli affreschi della parete destra rappresentano alcuni episodi del miracolo di Bolsena. Nelle volte duomo orvietosono rappresentati alcuni fatti del Nuovo e Vecchio Testamento, mentre, nelle altre due parti sono affrescati vari prodigi relativi al sacramento dell’Eucarestia ed una crocifissione con deposizione e Resurrezione di Gesù Cristo.

Nella cappella è inoltre custodita la “Madonna dei Raccomandati”: l’opera, del senese Lippo Memmi, ha subito, specie nell’800, diverse trasformazioni. Nell’abside il Pinturricchio e successivamente Antonio da Viterbo hanno raffigurato nelle tre pareti e nella volta affreschi riguardanti storie della Vergine.

Sulla navata di destra, si apre la Cappella Nuova o di “San Brizio” eretta nel 1408. La decorazione iniziata nel 1447 dal Beato Angelico, insieme con Bennozzo Gozzoli, fu completata dal Signorelli che vi raffigurò le storie dell’Anticristo, il Finimondo e la Resurrezione dei Corpi.

Questa è l'offerta di Turismo-oggi per la provincia di Terni.
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