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Il 2018 è l’anno dell’Oman, tra paesaggi mozzafiato e perfetta capacità di ricezione

Atmosfera magica da fiaba berbera, un sistema aeroportuale a livello delle capitali occidentali, la sicurezza e l’organizzazione di un paese scandinavo: può una formula del genere non raccogliere risultati entusiasmanti nel settore del turistico?

È l’estrema sintesi della realtà dell’Oman, perla incastonata nell’angolo sud-orientale della penisola araba, tra lo Yemen e l’Arabia Saudita, terra di deserti abbracciata da catene montuose gettanti sulle acqua turchesi del Mar Arabico. Prima degli anni ‘70 il paese era chiuso in un forte isolazionismo, una società che ancora contemplava la schiavitù e usava gli ingenti ricavi del petrolio al solo scopo militare. Con l’arrivo al potere del sultano Qaboos l’Oman si è aperto al mondo e a una nuova stagione di cooperazione internazionali, i cui frutti si rintracciano oggi negli straordinari numeri della crescita del turismo.

Oman, il turismo cresce senza freni

I numeri parlano chiaro: nella rilevazione del solo primo trimestre 2018 sono giunti nel paese 530.758 turisti da tutte le parti del mondo, decretando un incremento rispetto allo stesso periodo nel 2017 del +41,2%. Cifre impressionanti, ma se stringiamo il focus solo sulla nostra penisola vediamo che l’Italia più di tutti si è innamorata del sultanato arabo: +131,2% di affluenza rispetto al 2017, rappresentiamo il terzo mercato europeo per il turismo omanita.

Parte di queste cifre ci prova a spiegarle Massimo Tocchetti, Rappresentante per l’Italia dell’Ufficio del Turismo del Sultanato dell’Oman: “Prosegue il trend positivo del mercato italiano nel Sultanato dell’Oman: dopo un 2017 da record, con un incremento del 35,3%, gli arrivi di nostri connazionali aumentano a doppia cifra nel primo trimestre dell’anno in corso. Questa crescita è il risultato di una strategia a più livelli, finalizzata a promuovere la destinazione verso la clientela leisure individuale e verso i gruppi di medio/alto profilo culturale. Oltre a ciò, gli straordinari risultati sono frutto del successo riscontrato sul mercato da parte del dell’operazione di voli diretti su Salalah, che vede il coinvolgimento di grandi operatori quali Alpitour, Eden Viaggi e Veratour”.

Nuove tratte dall’Italia, mai così facile recarsi in Oman

Le parole di Tocchetti in effetti descrivono gli effetti generati dalla creazione delle nuove tratte:  Etihad Airways ha aumentato le rotte che collegano Roma ad Abu Dhabi passando per Muscat; la compagnia aerea low cost Flydubai, di proprietà del Governo degli Emirati Arabi, ha creato nuove rotte Catania-Dubai con voli in coincidenza per Muscat e Salalah.

Tocchetti ha parlato anche delle stesse compagnie aeree omanite: “Con l’obiettivo di mantenere costante questa tendenza, ci impegneremo a sostenere il mercato in collaborazione con Oman Air, sia sul fronte trade che consumer, proponendo ai diversi target esperienze personalizzate, che mettano in risalto l’ospitalità omanita, oltre alla ricchezza naturalistica e culturale del paese”. Bene quindi che la Oman Air, compagnia di bandiera del sultanato, sia stata eletta la migliore compagnia mediorientale secondo le assegnazioni degli ultimi World Travel Awards.

Muscat ha un nuovo aeroporto e vuole aumentare gli scali

Non si parla di voli verso l’Oman senza passare per il nuovo aeroporto della capitale Muscat, o Mascate, che è stato inaugurato a fine marzo. 335mila metri quadrati, 6mila dedicati all’area duty-free; 5 livelli di parcheggio per 2.300 posti auto; due gate principali conformi ad accogliere aeromobili pesanti e 40 finger per il collegamento tra velivoli e aerostazione più 29 lounge (aree relax per i passeggeri). Antistante un hotel 4 stelle da 90 camere, ristoranti e piscine.

Una struttura che punta al top, l’obiettivo è infatti divenire uno dei 20 migliori scali del mondo entro il 2020. Non sembra affatto un’utopia se si considera che nei pressi dell’aeroporto vi sono già numerose strutture alberghiere di livello e nuove in costruzione che andranno a formare una metratura totale da circa 1500 metri quadrati destinati a meeting aziendali e congressi.

Il momento giusto per una vacanza in Oman

La bellezza di questo paese, e in realtà di tutta la penisola araba, è destinata a restare nell’epica dei racconti di viaggio e nel cuore di chi ha goduto certi tramonti. Ciò nonostante, le agenzie di viaggio, che pur continuano a spingere senza sosta gli svariati tour per l’Oman, avvertono: “Visitate ora un paese che tra qualche anno sarà invaso dal turismo di massa”. Sarà vero, o è già vero, solo recandosi  sulle sponde del Golfo lo si potrà scoprire.

Vale però la pena di ricordare che il paese è all’acme del suo splendore in virtù di quanto detto finora, oltre a essere uno dei più sicuri al mondo (quarto secondo il dossier “The Travel and Tourism Competitiveness Report”) e aver anche snellito la burocrazia del visto: la procedura è ora completamente online. Ulteriori buone motivazioni per seguire il consiglio delle agenzie e godersi un paese mai stato così pronto all’accoglienza dell’ospite.

Il 2018 è l’anno dell’Oman, tra paesaggi mozzafiato e perfetta capacità di ricezione
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